AGROFARMACI

Neonicotinoidi, sospensione evitata

Scongiurato, per ora, uno stop che avrebbe interessato anche le colture frutticole.

Nessun blocco per i neonicotinoidi, per ora. Il voto del Comitato permanente europeo per la sicurezza alimentare rispedisce al mittente la proposta di Tonio Borg, Commissario Ue alla Salute, di una sospensione generalizzata di 2 anni dell’utilizzo degli insetticidi imidacloprid, clothianidin e thiametoxam a partire da luglio.

A pesare sul risultato di Bruxelles è stata l’astensione di Paesi come Germania, Gran Bretagna, Romania e Finlandia, che hanno impedito il raggiungimento di una maggioranza qualificata, mentre l’Italia assieme a Francia, Olanda, Spagna e Polonia, ha guidato il fronte del sì.

«Abbiamo messo – ha stigmatizzato Frederic Vincent, portavoce del Commissario Ue – gli Stati membri di fronte alle loro responsabilità, obbligandoli a pronunciarsi su una questione cruciale per la salute delle api».

L’iniziativa della proposta di bando era stata presa all’indomani della pubblicazione del contestato rapporto dell’Efsa (l’authority europea per la sicurezza alimentare - si veda IF allegato a Terra e Vita 7) che ha evidenziato rischi per le api nell’utilizzo dei neonicotinoidi su mais, colza, girasole e cotone. Estreme le conseguenze tratte dalla Commissione, visto che il bando dovrebbe interessare anche il ben più esteso impiego per la difesa delle colture frutticole. Per questo, anche nel nostro Paese, il Mipaaf ha raccolto numerosi pareri negativi sulla proposta della Commissione, a causa delle elevate conseguenze a carico dei produttori agricoli e dell’industria degli agrofamraci.

La sospensione della classe d’insetticidi a più alto contenuto d’innovazione rischia infatti di aprire numerosi buchi nelle strategie di difesa di pomacee e drupacee, soprattutto dopo le numerose revoche di fosforganici causate dalla revisione innescata dalla Dir. 91/414. Particolarmente pesanti le conseguenze nella difesa contro i lepidotteri, con alcuni insetti di secondaria importanza come le tentredini che potrebbero aumentare il loro livello di pericolosità (e diventare di primaria importanza). Il problema della sindrome del collasso delle colonie delle api è importante (e multifattoriale), ma la tendenza a utilizzare il principio di precauzione come giustificazione per innescare un controproducente proibizionismo fitosanitario contraddirebbe la politica europea di responsabilizzazione degli agricoltori nell’utilizzo di questi importanti mezzi tecnici. Un rischio per ora evitato, ma il Commissario Borg ha preannunciato che tornerà presto “alla carica”, proponendo un nuovo stop entro primavera alla Commissione “d’appello” sui residui.

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